Dal forno alla tavola: il World Pizza Day racconta la Margherita e l’eccellenza della pizza italiana

Dal forno alla tavola: il World Pizza Day racconta la Margherita e l’eccellenza della pizza italiana

di Antonio Caruccio

In occasione del World Pizza Day, celebrato ogni 17 gennaio, la pizza torna al centro del racconto non solo come icona gastronomica, ma come patrimonio culturale e umano profondamente radicato nell’identità italiana. Otto milioni di pizze sfornate ogni giorno, oltre 51 mila attività coinvolte e un fatturato che supera i 12 miliardi di euro raccontano la forza economica di questo settore, ma dietro i numeri c’è soprattutto una tradizione fatta di gesti antichi, rispetto delle materie prime e trasmissione del sapere artigianale. La data non è casuale: coincide con la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, protettore dei pizzaioli e del fuoco, simbolo del forno e del lavoro quotidiano che anima le pizzerie di tutta Italia.

Anche la Lombardia partecipa alle celebrazioni e a Brescia la Pizzeria San Ciro sceglie di rendere omaggio alla giornata con un gesto semplice e significativo: offrire ai clienti assaggi di Pizza Margherita. A guidare l’iniziativa è lo chef napoletano Ciro di Maio, da anni impegnato non solo nella ricerca della qualità, ma anche nel sociale, dall’insegnamento dell’arte bianca nelle carceri bresciane alle attività contro lo spreco alimentare e a sostegno di chi vuole imparare il mestiere per costruirsi un futuro. La Margherita, spiega lo chef, rappresenta l’essenza stessa della pizza italiana: pochi ingredienti, nessuna scorciatoia e una difficoltà tecnica che mette davvero alla prova la mano del pizzaiolo.

In Italia la pizza è molto più di un piatto: è una filiera diffusa che dà lavoro a circa 200 mila persone e attraversa panetterie, pizzerie al taglio, locali tradizionali e ristoranti. Ogni italiano ne consuma in media 7,6 chili all’anno e, nonostante la varietà crescente, la Margherita resta la più amata, scelta da un italiano su due a 126 anni dalla sua nascita. Non sorprende, quindi, che il 40% dei consumatori sia convinto che una buona pizza dipenda soprattutto da chi la prepara. Un dato che conferma come, tra tradizione e futuro, l’eccellenza della pizza continui a risiedere nel valore umano e artigianale di uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.